In Italia, circa 60 persone al giorno sono colpite da un arresto cardiaco improvviso all’interno della propria abitazione (dati SUEM 118), che generalmente è il luogo dove si trascorrono almeno un terzo delle ore della nostra giornata.
L’arresto cardiaco, insieme all’infarto, è la prima causa di morte. In queste situazioni la rapidità con la quale si interviene può fare la differenza tra la vita e la morte. Infatti, ogni minuto che passa, le possibilità di salvare chi è colpito da arresto cardiaco diminuiscono del 10%, perché dopo 4 minuti iniziano i danni cerebrali e dopo 10 minuti le lesioni diventano irreversibili (morte cerebrale).
In questi casi, la sola richiesta di intervento al 118, può non essere sufficiente. Per un’ambulanza, raggiungere una persona colta da arresto cardiaco improvviso, all’interno di un condominio, può essere molto difficoltoso.
I ricercatori del Hospital di St. Michael a Toronto, in Canada, hanno rilevato che le persone che vivono nei condomini hanno meno probabilità di superare un arresto cardiaco, se vivono al di sopra del terzo piano.
Dunque, in caso di arresto cardiaco, è necessario intervenire tempestivamente e utilizzare un defibrillatore, che è un dispositivo salvavita semplice e sicuro.
Dal momento che le abitazioni sono i luoghi dove statisticamente avvengono più arresti cardiaci, è indispensabile che ogni condominio disponga di un defibrillatore e di una squadra di angeli custodi abilitati al suo utilizzo.
L’obiettivo di Cuore Salva Cuore è quello di cardioproteggere quanti più condomini possibile, su tutto il territorio nazionale, tutelando il diritto alla salute delle famiglie. Dopo aver identificato dei criteri di priorità (numero di unità abitative, presenza di persone cardiopatiche), insieme ai nostri partner doniamo una postazione DAE, la formazione BLSD e i programmi di assistenza gratuita. Per costruire una catena della sopravvivenza integrata con il sistema più esperto del 118.